Le Origini della Capoeira – www.abadacapoeira.it

Le origini della Capoeira

Un’antica lotta diventata arte
si tratta della Capoeira, oggi considerata insieme al football lo sport nazionale del Brasile, ma non è stato sempre così.

Non si hanno documenti scritti che certifichino l’anno di nascita della capoeira ma la si può inquadrare nel periodo storico della dominazione coloniale portoghese (1500 ca.) in Brasile.La Capoeira nasce come forma di autodifesa utilizzata dagli schiavi neri in Brasile, ma poichè gli schiavi provenivano dall’Africa, è evidente che vi abbiano immesso molti elementi tipici della propria cultura di origine. Tuttavia oggi non esiste in Africa nè ci sono testimonianze che esistesse in passato, essa perciò è nata con molta probabilità in Brasile. Nè Africana nè brasiliana ma un ibrido nato da queste due culture.
Che cos’è dunque la capoeira? Non è facile rispondere a questa domanda per la mancanza di fonti storiche scritte e per la poca attendibilità della tradizione orale. Si può tentare di definire la Capoeira come una forma di arte afro – brasiliana che comprende molte cose, movimenti fisici, musica, canto, danza, lotta, elementi rituali, e perfino filosofici, politici e religiosi.Una tradizione orale molto diffusa afferma che la capoeira è nata come una forma di lotta degli schiavi neri, che si presenterebbe sotto le vesti mascherate di danza per ingannare i padroni bianchi che ne proibivano la pratica, in modo molto simile viene spiegata la prevalenza dell’uso delle gambe rispetto alle mani, quest’ultime infatti sarebbero state incatenate.
Fra il 1885 e il 1888 la schiavitù venne abolita grazie all’intervento della principessa Isabella e l’anno successivo con un colpo di stato il Brasile ottenne l’indipendenza dal Portogallo e diventò una repubblica.
Sin dall’inizio la capoeira venne vista dai repubblicani come un’attività sospetta e ai limiti della legalità. I primi rapporti della polizia che si riferiscono alla capoeira la definiscono come vadiacao (vagabondaggio, indolenza) e malandragem (astuzia tipica dei furfanti di strada), la consideravano sempre legata ad attività criminali o comunque come disturbo dell’ordine stabilito. L’articolo 402 del codice penale del 1890 ne proibisce la pratica nelle strade e nelle piazze pubbliche con pene dai 2 ai 6 mesi di reclusione, del resto in quel periodo gli ex schiavi avevano ben poche possibilità di trovare una collocazione nella società, costretti a vivere nell’emarginazione; in questo contesto storico e sociale non è poi così strano che la capoeira venga utilizzata per attività criminali.
Il più famoso dei “malandros” è Manoel Henrique conosciuto con i soprannomi di “Besouro Preto” (scarabeo nero), Besouro Mangangà (scarabeo gigante) o Bisouro Cordao de Ouro (scarabeo corda d’oro). Proveniente da Santo Amaro è un capoerista talmente eccellente che si pensava fosse un lottatore invincibile, dotato di corpo fechado, cioè di un corpo impenetrabile. Verrà ucciso all’età di 27 anni per mezzo di un coltello speciale fatto di Ticum (oTucum) un materiale molto resistente ricavato da una palma. Il suo nome è ancora oggi molto ricorrente in vari testi delle canzoni di capoeira.
La svolta decisiva nella storia della capoeira avviene nel 1937 quando Getulio Vergas per iniziativa del leggendario Mestre Bimba (Manuel dis Reis Machado) compie il primo passo per far diventare la capoeira da attività fuorilegge a una forma d’arte liberamente praticata e riconosciuta.
La capoeira che Mestre Bimba insegnò per quasi 60 anni e che dette il nome alla sua scuola è Capoeira Regional, caratterizzata da un’ottima prestanza atletica e all’aspetto più simile ad un’arte marziale che ad un ballo.
Mestre Bimba è inoltre il primo a definire bene gli strumenti musicali della Roda (in origine erano solo un Berimbau e due pandeiros) e a stabilire i principali toques o ritmi musicali da utilizzare per i diversi tipi di giochi (Sao Bento grande, Benguela e Iuna).
Le due diverse metodologie di Mestre Bimba (capoeira Regional) e di Mestre Pastinha (capoeira Angola) portano alla creazione, soprattutto a partire dagli anni ‘60, di nuove scuole di capoeira, alcune delle quali hanno cercato di mantenere le caratteristiche originali dell’insegnamento dei due grandi mestres, mentre altre hanno sviluppato proprie caratteristiche e stili. In generale si può dire che le scuole di capoeira Regional (forse quelle che hanno avuto maggiore successo e seguito) continuano a privilegiare gli aspetti atletici e marziali della capoeira, apportando però numerose modifiche all’insegnamento originario di Bimba e inserendovi elementi provenienti da altre arti marziali e dalla stessa capoeira Angola (soprattutto per iniziativa del gruppo Senzala di Rio di Janeiro, che ha fra i suoi maggiori esponenti mestre camisa), fino ad affermare, in alcuni casi (a partire dai mestres Camisa Roxa e Suassuna), che Regional e Angola sono solo due aspetti diversi del medesimo oggetto, appunto la capoeira, e che un buon capoeirista dovrebbe essere in grado di praticare entrambi gli stili di gioco. Invece le scuole di capoeira Angola (fra i mestres più famosi si ricordano Joao Grande, Joao Pequeno e Moraes) tendono in generale a sottolineare e ad evidenziare la loro “diversità” dalla capoeira Regional, a considerarsi gli unici veri eredi della capoeira tradizionale ed anche, in molti casi, a metterne in primo piano il significato politico secondo una prospettiva afro-centrica.

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